[…] Vive ancora in Villa Gaione, nel comune di Vigatto (Vicus Catuli dei Romani) qualche vecchio contadino che ricorda d’averlo udito suonare, il Mago, nel salottino rosso della Villa a pianterreno verso il giardino e le scuderie […]
“La Provincia di Parma”, Giornale politico quotidiano del 7 settembre 1895

Abbiamo trovato quel salotto, per ascoltare i Capricci come potrebbe averlo fatto il loro leggendario compositore.

I Capricci

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I 24 Capricci Opera 1 (M. S. 25) sono indubbiamente l’opera più monumentale mai scritta per violino solo, dopo le Sonate e Partite di J. S. Bach.
Non si conosce l’esatta data di composizione, la prima edizione risale al 1820 (ed. Ricordi) con la celebre dedica “Alli artisti”.
Composizioni di grande genialità musicale e arditezza tecnico-armonica, segnarono una svolta nella scuola violinistica e nella concezione del “solo” strumentale in generale, ricavando dalle sole quattro corde del violino possibilità espressive impensabili prima.
Giudicati ineseguibili dai violinisti dell’epoca, i 24 Capricci costituiscono ancora oggi un punto d’arrivo nella scuola violinistica moderna. Furono ammirati e presi a modello dai grandi compositori classici dell’Ottocento, Novecento (Liszt, Schumann, Schubert, Mendelssohn, Brahms, Chopin, Ravel, Rachmaninoff, Stravinsky...) e da autori e strumentisti nei più svariati generi musicali meritando un importante posto nella discografia storico musicale non solo per il valore tecnico violinistico, ma per la loro commovente bellezza artistica.


Il libretto della confezione contiene uno scritto di Andrea Cardinale sui 24 Capricci di Paganini.