[…] Vive ancora in Villa Gaione, nel comune di Vigatto (Vicus Catuli dei Romani) qualche vecchio contadino che ricorda d’averlo udito suonare, il Mago, nel salottino rosso della Villa a pianterreno verso il giardino e le scuderie […]
“La Provincia di Parma”, Giornale politico quotidiano del 7 settembre 1895

Abbiamo trovato quel salotto, per ascoltare i Capricci come potrebbe averlo fatto il loro leggendario compositore.

Il Luogo

La villa Paganini di Gaione
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Villa Paganini a Gaione
Il progetto Salotto Rosso è nato con l’ambizione di restituire all’ascoltatore lo stesso effetto che i Capricci potevano aver fatto all’orecchio di Paganini mentre li suonava. In altre parole, l’obiettivo era replicare le condizioni d’ascolto di un luogo nel quale l’autore poteva averli suonati.
Escludendo le sale da concerto (Paganini non ha mai eseguito i Capricci in pubblico), restavano le sue case. Quella di Genova, purtroppo, è stata demolita. Il “casinetto” di Romairone ha subito modifiche tali, da alterare completamente l’originaria divisione degli ambienti. La casa di Nizza esiste ancora, ma Paganini non può avervi suonato i Capricci a causa delle sue cattive condizioni di salute. Restava solo una possibilità: la villa di Gaione, in provincia di Parma. In questo luogo, oltretutto, è documentato che Paganini si sia esercitato allo strumento.

La villa Paganini di Gaione sorge in una zona collinare attraversata dal Rio Cinghio, appena fuori dall’abitato. Paganini aveva buoni ricordi di Parma, anelava un’oasi di quiete dorata dove rilassarsi tra una defatigante tournée e l’altra, ed era anche era intenzionato a lasciare al figlio Achille beni immobili oltre che denaro. L’atto di acquisto, col quale Paganini s’impegnava anche a pagare i creditori del precedente proprietario Conte Giuseppe (Peppìn) Castellinard, reca la data del 5 aprile 1833 e la cifra di 316.802,78 lire. Soddisfatti tutti i creditori, il resto sarebbe andato a Castellinard.

Di ritorno dall’Europa, Paganini si recò finalmente nella sua villa, che nel frattempo era stata ampliata e arredata. Intorno, v’era un parco di 30 e più ettari e anche un laghetto alimentato dal Rio Cinghio. Quando Paganini venne fuori da tutte le pastoie legate all’acquisto, non ebbe molti anni per godersi la villa, perché si ammalò e nel 1840 morì.

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Villa Paganini a Gaione
La villa venne ereditata dal figlio Achille, che la lasciò sostanzialmente come l’aveva lasciata suo padre. L’ultimo dei figli di Achille, Abramo (detto Giovanni), la cedette nel 1931 al conte Ernesto Lombardo di Bergamo, grande benefattore. Il conte ne fece dono alla dottoressa Antonietta Capelli, fondatrice dell’Ordine religioso e dell’Istituto S. Giovanni Battista. L’istituto da allora la utilizza per corsi di alta cultura teologica e ritiri spirituali di eminenti personalità religiose.

In questa casa ha visto il suo compimento il progetto Salotto Rosso.